VAL D'ORCIA
PAESAGGIO CULTURALE
Nel Palazzo Pubblico di Siena c’è un ciclo di affreschi di Ambrogio
Lorenzetti databile alla prima metà del Trecento. Uno di questi
descrive visivamente gli effetti del buon governo: dalle mura di una
città parte una strada lastricata che si inoltra in una terra ammorbidita
da dolci colline, dove, tra borghi e castelli, i nobili cacciano e i contadini
sono intenti nelle loro attività. Il panorama è ispirato alla Val d’Orcia,
che dalle porte di Siena comprende i comuni di Castiglione d’Orcia,
Montalcino, Pienza, Radicofani e San Quirico d’Orcia: una straordinaria
fusione di bellezza naturale e intervento umano, tra colline ondulate,
pittoreschi borghi medievali, viali di cipressi, vigneti e uliveti,
testimonianza di un paesaggio culturale che si è evoluto attraverso
i secoli, mantenendo una precisa identità.
I tanti luoghi iconici della
Val d’Orcia hanno fatto da quinta scenografica al cinema nazionale
e internazionale: la campagna di Pienza e San Quirico d’Orcia per
Il gladiatore, Sant’Anna di Camprena per Il paziente inglese, Palazzo
Piccolomini di Pienza e l’Abbazia di Sant’Antimo per Romeo e Giulietta e
Fratello sole, sorella luna di Zeffirelli.
DA NON PERDERE
“Quello che s’era trovato […], gli permetteva di godersi, seduto al volante, la vista dei campi di grano carezzati dal vento, lo scorrere del fiume e, quando veniva il freddo, il cielo nitido, sferzato dalla tramontana, e le colline che si stagliavano innevate all’orizzonte. Nella bella stagione poteva fermarsi a riposare sotto un albero o, seguendo le indicazioni dei cartelli, sedersi sull’erba, nei pressi delle tombe degli etruschi.”
La descrizione che Anna Luisa Pignatelli fa dei paesaggi toscani ne Il campo di Gosto rende bene l’idea dell’attitudine con cui goderseli: la lentezza.
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“Il fuoco d’artifizio del maltempo /
sarà murmure d’arnie a tarda sera.
/ La stanza ha travature / tarlate
ed un sentore di meloni / penetra
dall’assito. Le fumate / morbide
che risalgono la valle / d’elfi e di
funghi fino al cono diafano / della
cima m’intorbidano i vetri, / e ti
scrivo da qui, da questo tavolo /
remoto, dalla cellula di miele /
di una sfera lanciata nello spazio
/ e le gabbie coperte, il focolare /
dove i marroni esplodono, le vene
/ di salnitro e di muffa sono il
quadro / dove tra poco romperai.
La vita / che t’affabula è ancora
troppo breve / se ti contiene!
Schiude la tua icona / il fondo
luminoso. Fuori piove.”
Un paesaggio silenzioso, autunnale e
vaporoso, che suscita una religiosità
ancestrale, emerge dai versi che Montale
scrive durante un soggiorno sul Monte
Amiata, al confine meridionale della Val
d’Orcia. Con le sue fitte faggete e i prati,
i boschi carichi di funghi e castagne e i
rari insediamenti umani, il monte sembra
in netta discontinuità con le arcadiche
distese collinari che lo circondano. Chi ha
avuto la fortuna di conquistare la vetta in
una giornata limpida (cosa rara sul Monte
Amiata, la cui punta è spesso tra le nuvole),
dice che da quassù si vedono il mare, le isole
dell’Arcipelago Toscano e persino Roma.
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“AL PODERE, CIRCONDATO DA LECCI, S’ARRIVAVA PASSANDO SU UNA STRADA STERRATA COSTEGGIATA DA CESPUGLI DI MORE, SUL CUI CIGLIO, POCO PRIMA DI GIUNGERE ALLA CASA, SVETTAVA UN CIPRESSO GRANDE, CONICO, PERFETTO [...]. ALLA SCOMPARSA DEL SOLE DIETRO LE COLLINE, ‘IL CIPRESSONE’, COME VENIVA CHIAMATO, SI FACEVA DI UN NERO CUPO TENDENTE AL BLU, PER FONDERSI GRADUALMENTE CON LA NOTTE.”


CONSIGLI DI LETTURA
Suggerimenti di lettura per sognare la Val D’Orcia.
- Nero di luna, Marco Vichi (2007). Ambientato tra il Chianti e le colline senesi, questo bel noir è anche una ghost story che narra le vicende di Emilio Bettazzi, scrittore fiorentino che affitta una casa di campagna, convinto di usarla per scriverci un romanzo. Ma gli succederà di tutto, comprese strane visioni notturne e incursioni in misteriose ville.
- Il sangue di Montalcino, Giovanni Negri (2010). Giallo ambientato nel mondo della viticultura che inizia con l’omicidio di un enologo nell’Abbazia di Sant’Antimo. A indagare sarà il commissario Cosulich, che svelerà un intrigo al sapore di vino, sacrilegi e verità da scoprire.
- Il poggio dei cipressi, Daniele Lotti (2016). Ledo Antinelli, un uomo di mezza età, affronta la perdita del padre a causa di una lunga malattia. Successivamente, eredita una considerevole tenuta nei pressi di Montepulciano, che decide di mettere in vendita, ignorando che in realtà non apparteneva al padre, ma era solo intestata a lui come prestanome. La compravendita viene conclusa con una facoltosa signora americana, scatenando una serie di eventi misteriosi e sconcertanti.
- Foschia, Anna Luisa Pignatelli (2019). In questo romanzo familiare dai toni severi, che ha reso la penna di Pignatelli celebre al grande pubblico, la foschia è quella che permea le campagne toscane, dove Marta rivive il rapporto conflittuale con il padre Lapo.
- La ragazza nel giardino degli ulivi, Dinah Jefferies (2020). Romanzo ambientato nella San Gimignano del 1944. La protagonista è la contessa Sofia de’ Corsi, che vive nella lussureggiante campagna toscana, contemplando dalla finestra l’ampio panorama della Val d’Orcia. All’arrivo dei nazisti, la sua vita si incrocerà con quella di Maxine, una reporter giunta in zona per documentare la guerra.
- Il campo di Gosto, Anna Luisa Pignatelli (2023). Il romanzo racconta la storia di Agostino, detto Gosto, divorziato, con una figlia che pensa solo ai soldi e circondato da gente malvagia. Le vicende alternano descrizioni dei meravigliosi paesaggi della Val d’Orcia alle ombre interiori che vivono nei personaggi.
- Notti in Val d’Orcia, Dario Pasquali (2023). Nel suggestivo scenario della Val d’Orcia, l’arrivo dell’ingegner Andrea Solo, abile dirigente di una potente multinazionale farmaceutica, e di Beatrice Lucci, determinata donna con ambizioni di successo economico e sociale, segna l’inizio di una serie di efferati omicidi che si susseguono implacabili.
Per ragazzi:
- Scoprire la Val d’Orcia. Storie di Santi, Re e Briganti, Chiara Cipolla (2011). Questo libro è una chiave d’accesso allo scrigno di storia e di storie dei cinque comuni che compongono la Val d’Orcia, tra papi e imperatori, santi e briganti, da scoprire con la fida compagnia del pellegrino Orcino.

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