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TRULLI DI ALBEROBELLO

icona patrimonio sito UNESCO
PATRIMONIO CULTURALE
DOSSIER UNESCO: 787
CITTÀ DI ASSEGNAZIONE: MÉRIDA, MESSICO
ANNO DI ASSEGNAZIONE: 1996
MOTIVAZIONE: I trulli di Alberobello sono un eccezionale esempio di insediamento umano che conserva in misura notevole la sua forma originaria e illustrano l’uso a lungo termine della costruzione in pietra a secco, una tecnica con una storia di molte migliaia di anni nell’area del Mediterraneo.

“Guardando i trulli da vicino, ammirando le
ingegnose abbreviazioni strutturali, i gradini inseriti
nella massa muraria, i sedili incorporati alle pareti,
le nicchie scavate nei fianchi massicci, il camino che
sbuca dalla volta, si pensa ad un lavoro condotto
quasi a memoria, come fabbricare un ferro di cavallo
con pochi colpi, o trarre da un ceppo un tagliere.”

La valle dei trulli, Leonardo Sinisgalli

Tradizione vuole che l’abitato di Alberobello sia sorto per questioni meramente fiscali. Siamo nel Seicento ancora feudale e la zona è dominata dal temutissimo Giangirolamo II Acquaviva d’Aragona, conte di Conversano, non troppo affettuosamente soprannominato ‘il Guercio di Puglia’. Per evitare di pagare i balzelli dovuti alla corona spagnola, il conte ebbe un’idea: in caso di ispezione da parte degli emissari del re, i contadini che si erano insediati nel suo feudo, detto Sylva aut Nemus Arboris Belli, avrebbero potuto ‘smontare’ il proprio trullo e disperdersi, dimostrando che non si trattava di un’abitazione civile.

Non si trattò, naturalmente, di una sua invenzione architettonica: la copertura a trullo (dal greco tardo che significa ‘cupola’) è una tipologia ampiamente diffusa in tutto il bacino mediterraneo e oltre, fino all’Asia Minore e all’Europa atlantica. Le diverse file di pietre calcaree, qui dette chianche, un materiale economico e facilmente reperibile, sono disposte le une sulle altre, a secco, in cerchi concentrici di diametro decrescente verso l’alto. Percorrendo le viuzze che si inerpicano per i due rioni storici di Alberobello, ci si stupisce ogni volta per questi volumi così puri, evocativi ed enigmatici.

DA NON PERDERE

“La prima volta che vidi Alberobello ero rimasto senza fiato: non pensavo potesse esistere al mondo un paese più inatteso, fantasioso, o forse nella Cina di Marco Polo, o in qualche luogo riposto dell’Asia. Dovevo accorgermi più tardi, come veramente nulla al mondo sia così simile ad Alberobello quanto Gheremé in Cappadocia. Se non fosse che a Gheremé i trulli sono naturali, sono dei coni di pietra rosa, coni gelato di pesca, coni da Disneyland.”

Questa descrizione che Cesare Brandi fa di Alberobello in Pellegrino di Puglia risale al 1960, ma sembra ancora attuale al giorno d’oggi.
Google Maps
Sono quasi 1500 i trulli che si addensano nel centro di Alberobello, disegnandone un profilo fiabesco. Cominciate la visita in
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Largo Martellotta, un’ampia piazza allungata tra i due quartieri storici del paese, e cercate il
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Belvedere Santa Lucia: la vista che si spalanca ha dell’incredibile, con la distesa dei trulli dell’antistante Rione Monti perfetta per una foto. Inerpicatevi ora per una delle stradine che disegnano il quartiere: lasciatevi abbagliare per un attimo dagli innumerevoli negozi di souvenir, scovate pinnacoli e simboli dipinti sui tetti, sbirciate all’interno di un trullo per scoprire la vita di un tempo, le ingegnose opere idrauliche e la perfetta coibentazione (gli edifici sono freschi d’estate e temperati d’inverno), andate a caccia del trullo costituito da due cupole affiancate e per questo definito ‘siamese’. Nel punto più alto del Rione Monti svetta la
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Chiesa di Sant’Antonio: fu costruita nel 1927 e, quasi inutile sottolinearlo, ha cupola e campanili a forma di trullo. Fuggite adesso dalla pazza folla e trovate rifugio nell’idilliaco
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Rione Aia Piccola, dove i trulli sono abitati perlopiù da gente del luogo e nelle strade si respira una pace irreale. Addentratevi per le viuzze rispettando la quiete: sarete ricompensati da scorci pittoreschi e, soprattutto, autentici. Per saperne di più su queste strutture e sull’arte dei maestri trullari, è utile una visita al
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Museo del Territorio Casa Pezzolla, il più grande complesso di trulli contigui (se ne contano ben 15). Spingetevi fino a
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Casa d’Amore, il primo edificio costruito con malta dopo l’affrancamento di Alberobello dal potere feudale nel 1797, sotto re Ferdinando IV di Borbone: prima di quella data, infatti, era consentito esclusivamente edificare con pietra a secco. Concludete la visita nel
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Trullo Sovrano. Situato nella parte nord del paese, alle spalle della grande chiesa dei Santi Medici Cosma e Damiano, è il più grande di Alberobello, l’unico a possedere un piano sopraelevato. Dopo aver ammirato la sua ampia cupola, alta 14 m e circondata da altri 12 coni, si può entrare nella casa-museo e visitarne le stanze, ancora arredate con mobili d’epoca.

“Sono minuscole capanne tonde,
dal tetto a cono aguzzo, in cui
pare non possa entrare se non
un popolo di omini, ognuna con
un piccolo comignolo ed una
finestrella da bambola, e con
quella buffa intonacatura in
cima al cono, che è la civetteria
della pulizia, e dà l’impressione
di un berretto da notte ritto sul
cocuzzolo di un pagliaccio, con
anche […] una croce o una stella
in fronte dipinta con calce! Ma
che cosa c’è in cima ad ogni trullo?
Qualcosa come due imbuti uno
nell’altro, con la punta in giù, o
come un imbuto sormontato da
una palla, così per gioco…”

Un popolo di formiche, Tommaso Fiore

I trulli adottano soluzioni architettoniche povere ma geniali. Si resta ipnotizzati dai pinnacoli che svettano in cima ai coni e dai simboli dipinti sui tetti. A forma di disco, di piramide o di sfera i primi, emblemi di volta in volta primitivi, magici o cristiani i secondi, hanno entrambi specifiche funzioni apotropaiche o propiziatorie.

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PER I PIÙ GIOVANI

“QUEI CIRCOLI DI PIETRA, POSTI UNO SULL’ALTRO, TORTUOSI E PURE COSÌ PERFETTI FINO AL LORO CULMINE APPUNTITO, QUASI SFIORAVANO LE NUVOLE. ANCHE QUEI TETTI, COME LE CASE, COME I MURETTI, ERANO FATTI SEMPLICEMENTE DI PIETRA SU PIETRA, SECCA PIETRA ACCANTO A SECCA PIETRA. PENSÒ ALLORA AD ALCUNE IMMAGINI VISTE SUI LIBRI, DI QUANDO GLI UOMINI INNALZAVANO I TEMPLI CON GROSSI MASSI PER PARLARE ALLE STELLE. A LUNGO SI INTERROGÒ SU QUEL MIRACOLO DI INGEGNO E DI SEMPLICITÀ. FORSE ERA LA MAGIA DEL VENTO A TENERE INSIEME LE PIETRE.”
attività per bambini del sito UNESCO nr. 15
Il protagonista dell’albo illustrato Giravento ad Alberobello di Biagio Lieti è un uomo che cammina con animo leggero per la città dei trulli e le sue campagne, riuscendo a scovare un motivo di interesse in ogni singola pietra, fiore e albero. Davvero un bel tipo, Giravento! Prima di visitare
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Alberobello, dovreste proprio guardare la serie di cartoni animati intitolata Trulli Tales – Le avventure dei Trullalleri, ambientata in un incantato villaggio di trulli ai piedi di un uliveto secolare, in cui è nascosto un ricettario segreto che rischia di sparire per sempre (le due stagioni, per oltre 100 episodi, sono disponibili su RaiPlay). Il paese di Alberobello è composto da tantissime casette bianche a forma di cono, con le pietre a formare il tetto. Se osservate bene i simboli dipinti, scoprirete un sole, una croce, un cuore o una stella; divertitevi anche a scovare le differenze tra i diversi pinnacoli, cioè le pietre poste sulla cima della cupola. Dopo aver girato il paese in lungo e in largo, chiedete ai vostri genitori di portarvi a visitare le
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Grotte di Castellana. Entrerete prima in un’enorme caverna sotterranea, con i raggi del sole che bucano il foro sulla sommità, e poi vi addentrerete in un percorso affascinante, fatto di stalattiti, stalagmiti e colonne d’alabastro che si sono formate lentissimamente, goccia dopo goccia, nel corso di milioni di anni. Alcune di queste formazioni calcaree ricordano animali, volti umani, monumenti: provate a individuarle. In questa zona della Puglia esistono anche due parchi avventura, perfetti per gli amanti dell’adrenalina. Nello
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Zoosafari di Fasano, percorrerete in auto diversi habitat naturali popolati da giraffe, tigri, gorilla, elefanti e tanti altri animali esotici e rari: vi sembrerà di essere in Africa o nella pampa! Potrete poi sbizzarrirvi sulle giostre e le montagne russe dell’annesso parco di Fasanolandia. Se invece siete più interessati all’attività fisica, nel
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Parco Avventura Ciuchino Birichino di Ostuni potrete lanciarvi in percorsi sospesi su alberi secolari, corsi di sopravvivenza, orientamento, falconeria, tiro con l’arco...
sito UNESCO nr. 15 in Italia
CONSIGLI DI LETTURA

Suggerimenti di lettura per scoprire i trulli e la loro storia.

  • La valle dei trulli, Mimmo Castellano (1959). Piccolo e interessante libro con testi, tra gli altri, del poeta lucano Leonardo Sinisgalli e belle foto storiche.
  • Pellegrino di Puglia, Cesare Brandi (1960). Tra i più appassionati reportage dalle terre pugliesi, quello di Brandi è un viaggio artistico e letterario che tocca innumerevoli località, compresi i trulli di Alberobello. Di essi, il critico e storico dell’arte rileva, oltre all’innegabile magia, anche la modernizzazione troppo frettolosa, consigliando di porvi presto un freno...
  • Un popolo di formiche, Tommaso Fiore (1978). Lucido viaggio sociologico e sentimentale nelle terre di Puglia, durante l’avvento del fascismo. Il politico e scrittore paragona i suoi conterranei a un ‘popolo di formiche’, che nel corso dei secoli ha scavato e allineato così tanta pietra da farne la sua cifra caratteristica.
  • I misteriosi simboli dei trulli, Maria Letizia Troccoli Verardi (1989). Impossibile sottrarsi al richiamo dei numerosi simboli dipinti sui tetti conici dei trulli di Alberobello e delle Murge, che non sono mai puramente decorativi, ma sempre connotati da precisi significati religiosi e apotropaici.
  • La cultura del trullo, Carla Speciale Giorgi, Paolo Speciale (1989). I trulli sono analizzati dal punto di vista degli archeologi, degli architetti, degli storici e degli antropologi, ma anche dei numerosi poeti e viaggiatori che si sono imbattuti nel corso dei secoli in queste singolarissime architetture.
  • I trulli di Alberobello. Un secolo di tutela e di turismo, Annunziata Berrino (2012). Dalla ‘scoperta’ dei trulli nel secondo Ottocento alla tutela statale nel 1910, dall’iscrizione nella Lista dei Siti UNESCO del Patrimonio dell’Umanità fino all’esplosione turistica e alle prospettive per la loro tutela, il restauro e lo sfruttamento sostenibile.

Per ragazzi:

  • Giravento ad Alberobello, Biagio Lieti (2010). Con le illustrazioni di Fiammetta D’Aversa, è un bellissimo albo illustrato (dai sei anni in su) che vede come protagonista Giravento, un uomo che sa ancora stupirsi come un bambino, tanto più in questo paese magico dagli enormi cappelli di fata.
  • My mini Puglia, William Dello Russo (2015). Da Bari a Lecce, dal Gargano a Taranto, è un libro illustrato tutto da sfogliare, con le splendide illustrazioni di Camilla Pintonato, per compiere un viaggio avventuroso alla scoperta della regione dei trulli, dei castelli e dei due mari che bagnano la regione.
  • Trulli Tales – Le avventure dei Trullalleria, Fiorella Congedo, Maria Elena Congedo (2017). Collana di quattro libri sagomati, dedicata ai più piccoli. Nel Regno di Trullolandia, quattro amici speciali, Ring, Zip, Stella e Sun, sono stati selezionati per diventare i maghi-chef del villaggio e difendere il magico libro di Nonnatrulla dagli attacchi del pasticcione Copperpot e della sua aiutante Athenina.
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