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AREE ARCHEOLOGICHE DI POMPEI, ERCOLANO E TORRE ANNUNZIATA

icona patrimonio sito UNESCO
PATRIMONIO CULTURALE, SERIALE
DOSSIER UNESCO: 829
CITTÀ DI ASSEGNAZIONE: NAPOLI, ITALIA
ANNO DI ASSEGNAZIONE: 1997
MOTIVAZIONE: Le antiche città di Pompei, Ercolano e le ville di Torre Annunziata forniscono una vivida testimonianza della vita nel I secolo d.C. e costituiscono il primo museo a cielo aperto d’Europa. La riscoperta e la storia di questi luoghi hanno catturato l’immaginazione collettiva secolo dopo secolo e continuano a stupire il mondo con nuove scoperte.

«A Stabia la visibilità era buona, dal mare il prodigio
pareva finito, la popolazione era salva, in spiaggia,
si erano spostati con tutto ciò che avevano: dalle navi
si intuivano cavalli e mobili e bauli, io vedevo poco,
ma avevo questo mozzo accanto a me, gli ho chiesto:
“Cos’è che brilla a tratti laggiù?”. “Sono donne,
comandante, donne piene di gioielli.”»

La fortuna, Valeria Parrella

Lucio, il protagonista de La fortuna di Valeria Parrella, è attirato dalle grida delle donne, terrorizzate dalla furia del vulcano, che nell’estremo tentativo di fuga han portato con sé tutto ciò che avevano di più prezioso. È il 24 ottobre (agosto, secondo alcuni studiosi) del 79 d.C.: un giorno che cambierà per sempre la vita di Lucio e della sua città, Pompei, e che possiamo in qualche modo rivivere nell’area archeologica di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata.

Nessuna esperienza con l’antico si avvicina, per caratura e coinvolgimento emotivo, a quella che Pompei e l’area vesuviana offrono ai loro visitatori.

Nessun altro sito, infatti, susciterà il folle desiderio di essere stati lì, ad assistere allo spettacolo della natura che ha infuocato il cielo sul Golfo di Napoli, rendendo notte il giorno. Le aree archeologiche di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata sono un luogo da visitare con il cuore aperto, che fa pensare alla vita, alla morte e alla sfortuna, all’abisso e al sublime, dove si ascoltano le grida di dolore degli abitanti come se fossero incastonate nel tufo; e dove pare di rivivere l’attimo esatto in cui il cuore di intere città ha smesso di battere e la loro celeberrima felicità è svanita.

DA NON PERDERE

“Mio zio allora modificò il suo piano e compì con eroico coraggio quel che si era accinto a fare per ragioni di studio. Diede ordine di mettere in mare le quadriremi e vi salì egli stesso con l’intenzione di correre in aiuto non solo di Retina, ma di molti altri […]. In gran fretta si diresse là, da dove gli altri fuggivano […].”

Con queste parole, in una lettera a Tacito, Plinio il Giovane racconta le sorti dello zio, Plinio il Vecchio, che perse la vita nel corso delle operazioni di salvataggio degli abitanti di Pompei e Ercolano. Oggi la situazione nell’area vesuviana è ben più tranquilla, tanto che potrete visitare la zona sentendovi veri touristi, nel senso classico del termine: discendenti dei viaggiatori del Grand Tour. Le antiche ville sono riemerse solo in parte, ma ciò che è visibile compensa l’invisibile e vi potrebbe bastare per colmare mille e una notte di rêveries e sogni di mondo antico.
Google Maps
Iniziate il vostro tour della Campania Felix da
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Ercolano. Della città antica, che sorse in riva al mare (oggi non lo è più) e si sviluppò orientata alla riva, è stato riportato alla luce solo un quarto dei 20 ettari che l’abitato occupava un tempo: lungo le strade si affacciavano piccole osterie, botteghe, negozi e sontuosi edifici pubblici, visibili ancora oggi. Non perdetevi la zona dei fornici, dove circa 300 persone aspettarono invano i soccorsi, la Casa dello Scheletro, con i suoi magnifici mosaici, e l’intrigante Villa dei Papiri, che ha restituito centinaia di testi in greco. Da Ercolano proseguite poi verso gli scavi di
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Oplontis, per visitare la Villa di Poppea, una delle più belle di tutta la Campania; ammirate gli affreschi del Grande Salone, la magnificenza del triclinium e la sensuale eleganza dei cubicoli. Non lontano, a Boscoreale, c’è invece
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Villa Regina, uno spaccato della Roma che si rimboccava le maniche: era infatti il centro di una piccola produzione di vino. Sarà quindi il tempo di varcare le porte di
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Pompei. Dedicatele almeno una giornata, perché le meraviglie non finiscono mai. Chi l’avesse già visitata tenga a mente che l’Antiquarium è l’ultima delle novità, ed è lì che troverete i famosi calchi fatti sugli ultimi corpi ritrovati negli scavi, oltre a un magnifico tesoro di amuleti. Continuando infine per Castellammare di Stabia, potrete visitare sia
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Villa San Marco, con il suo spettacolare quartiere termale, sia l’enorme
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Villa Arianna, dove troverete frammenti di pitture molto raffinate, oltre a sontuosi atri e palestre. Sempre a Stabia c’è il nuovissimo
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Museo Archeologico Libero D’Orsi, che custodisce preziosi reperti rinvenuti nell’area vesuviana.

“Questo tratto di costa ha così tante abitazioni
nobili da sembrare un unico villaggio di ville
che prosegue per chilometri. A volte non si
capisce neppure dove finisca una e inizi l’altra,
o quali siano i confini di proprietà.”

I tre giorni di Pompei, Alberto Angela citando Strabone

Quella che oggi è una delle zone più densamente abitate d’Europa, il Golfo di Napoli, era un territorio estremamente antropizzato anche nell’antichità. Già Strabone lo descriveva come un tutt’uno di case e ville, e sapere che molte di queste sono ancora sepolte da due millenni di stratificazione rende l’area vesuviana una piccola Eldorado per gli archeologi. Grazie alla vicinanza al vulcano, il terreno era estremamente fertile, senza contare il clima mite e la ricchezza di terme e località balneari; motivo per cui i romani costruivano qui le loro ville, dove si rilassavano tra misticismo e coppe di vino, riti e banchetti, vizi e sperperi.

Distrutta dopo il 79 d.C., la Campania Felix è rinata con gli scavi archeologici degli ultimi tre secoli, sprigionando, intatta, la stessa atmosfera di felicità.

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PER I PIÙ GIOVANI

“ANCORA QUANDO AVEVO SEI O SETTE ANNI, POMPEI ERA PIENA DI OPERAI CHE ARRIVAVANO DA OGNI PAESE. AVEVANO MAGNIFICHE SCATOLETTE DI SCALPELLI E ATTREZZI E COLORI, PER STRADA SENTIVI PARLARE DIALETTI INCOMPRENSIBILI, DIRE COSE TURPI CHE CI FACEVANO RIDERE.”
attività per bambini del sito UNESCO nr. 18
Lucio, il protagonista di La fortuna di Valeria Parrella, è nato a Pompei e da piccolo faceva le sue scorrerie tra case e botteghe. Curiosate anche voi, come lui: questo itinerario tra gli scavi di Pompei alla ricerca di segni e scarabocchi saprà affascinare grandi e piccini – l’importante è avere un cappellino e tanta acqua. Varcando l’ingresso di Piazza Anfiteatro, cominciate il vostro tour con la
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Palestra Grande, un cortile porticato che oggi ospita mostre temporanee, con al centro una grande piscina: era il luogo dove i gladiatori forgiavano i loro fisici erculei; difficile resistere a una corsetta nel prato. L’
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Anfiteatro, lì accanto, risale all’80 a.C. ed è uno dei più antichi in muratura del mondo romano. Arrivati in
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Via dell’Abbondanza, l’arteria principale di Pompei, avrete un’introduzione generale alla città. Qui si concentravano negozi e locali: essendo la strada che portava al Foro, era affollata a tutte le ore e c’erano molti thermopolia, ossia piccole osterie che servivano cibi caldi – le riconoscerete per i banchi in marmo, con i fori circolari da cui si attingeva il vino. Sulle pareti degli edifici vedrete varie scritte dipinte in rosso: giocate a chi ne trova di più. A volte si tratta di rogationes, incitazioni a votare l’uno o l’altro candidato in tempo di elezioni, altre volte sono le insegne delle cauponae, locande che spesso avevano il menu scritto fuori. Da una traversa di Via dell’Abbondanza arrivate all’
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Orto dei Fuggiaschi, con i calchi di 13 persone – un’intera famiglia – che, cercando di fuggire, morirono travolte dalla furia piroclastica. I calchi furono realizzati a partire dal 1863 con la tecnica ideata da Giuseppe Fiorelli, che consisteva nel colare gesso liquido nelle cavità impresse sul materiale vulcanico dai corpi. Continuando verso la parte occidentale di Pompei, cercate la
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Casa del Poeta Tragico, dove campeggia il famoso mosaico del cane con la scritta cave canem, ‘attenti al cane’, e proseguite verso la
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Casa del Fauno, dove è impossibile non emozionarsi davanti alla raffigurazione a mosaico della battaglia di Isso, che vide fronteggiarsi gli eserciti di Alessandro Magno e di Dario III; l’originale è conservato al Museo Nazionale di Napoli. Terminate il vostro tour pompeiano nel
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Foro: oggi è un grande spazio circondato da colonnati dove i turisti fuggono dalla canicola, ma nel passato era il fulcro dell’attività civile, politica e commerciale di Pompei, come confermano le scritte solenni e propagandistiche sui fregi.
sito UNESCO nr. 18 in Italia
CONSIGLI DI LETTURA

Suggerimenti di lettura per rivivere i giorni dell’eruzione del Vesuvio.

  • Pompei, Robert Harris (2003). Romanzo storico ambientato nel 79 d.C., a 24 ore dalla tragedia, che narra le vicissitudini di Attilio, un giovane ingegnere che cercherà invano di salvare la città e i suoi abitanti.
  • Le ragazze di Pompei, Carmen Covito (2011). Considerato una sorta di Satyricon al femminile, il romanzo di Carmen Covito è ambientato nella Pompei prima dell’eruzione ed esplora il mondo femminile in forma di diario. La protagonista è Tirrena, una donna che ha divorziato in seguito alla perdita del suo bambino e che si barcamena in una società dominata dagli uomini, in cerca di una possibilità di emancipazione.
  • I tre giorni di Pompei, Alberto Angela (2014). L’autore e divulgatore più seguito d’Italia, Alberto Angela, racconta in maniera chiara e poetica gli ultimi tre giorni di Pompei e il destino delle città dell’area vesuviana, in un testo utile a chiunque volesse avere un racconto esaustivo della vicenda, senza doversi sorbire un saggio storico.
  • 50 lettere, Plinio il Giovane (2019). È l’unico racconto di un testimone oculare dell’eruzione del Vesuvio, anche se indiretto. Si tratta di una lettera inviata a Tacito dal nipote di Plinio il Vecchio, Plinio il Giovane. Suo zio, il comandante della flotta stanziata a Miseno, morì proprio nel tentativo di avvicinarsi al punto dell’eruzione per portare soccorso.
  • La fortuna, Valeria Parrella (2022). Affascinante racconto della storia di Lucio, adolescente che dai vicoli di Pompei si trova a far parte della flotta di Plinio il Vecchio in quel fatidico ottobre (per altri studiosi agosto) del 79 d.C. Opera eccellente, che dipinge un quadro vivace sulla vita nel mondo antico e fa rivivere al lettore tutti i momenti più tragici della vicenda, è anche un romanzo di formazione che prova a confrontarsi con l’idea di fortuna, che in latino non ha necessariamente un’accezione positiva, ma è piuttosto il destino, il libero arbitrio.
  • Le lupe di Pompei, Elodie Harper (2022). Le ‘lupe’ sono cinque schiave costrette alla prostituzione in un bordello pompeiano (il lupanare, appunto). Le loro storie personali si intrecciano in un romanzo avvincente, che parla di speranza, di sorellanza e di opportunità. Il secondo capitolo della saga è La casa dalla porta dorata (2023), il terzo Il tempio di Fortuna (2024).

Per ragazzi:

  • Rissa nel termopolio. Livia e i segreti di Pompei, Nicola Barile, Giulio Peranzoni (2022). Ambientata nel termopolio rinvenuto nel 2020, è la storia di Livia e del perfido Mantis, un personaggio mascherato che semina terrore a Pompei.
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